UNA MOSCHEA IN CITTÀ?

L’apertura delle frontiere, i flussi d’immigrazione, la cosiddetta globalizzazione, hanno trasformato in pochi anni la nostra vita quotidiana, modificando profondamente il volto delle nostre città. Fra tanti aspetti positivi, inutile nasconderlo, bisogna registrare anche molti problemi dovuti alla talvolta difficile convivenza tra civiltà diverse. Prova ne sono le diatribe che nascono ogniqualvolta viene formulata l’ipotesi della costruzione di una moschea che permetta ai molti musulmani presenti sul nostro territorio di praticare il proprio credo religioso. Che fare? Bocciare il progetto in nome della lotta all’oscurantismo, oppure approvarlo in nome della libertà di culto?

Da destra arrivano parole di condanna. Le moschee sono inaccettabili perché, dietro il paravento del rispetto per ogni fede, nascondono torbidi interessi. Esse sono covi di fanatismo, avamposti di intolleranza, focolai di odio, scuole di sottomissione. In quanto tali, la loro diffusione non va incoraggiata bensì contrastata, ostacolata, boicottata, combattuta. Malgrado la nostra ostilità per la canea reazionaria, siamo qui costretti a riconoscerlo:

LA DESTRA HA RAGIONE!

Da sinistra vengono parole di consenso. La religione islamica è una religione, che assolve le funzioni di tutte le religioni, e che merita di essere trattata alla stregua di ogni altra religione. Non si possono operare odiose distinzioni fra fedeli di serie A (coloro che credono in Dio) e fedeli di serie B (coloro che credono in Allah), perché questa sarebbe una politica razzista. Malgrado la nostra ostilità per la marmaglia progressista, siamo qui costretti a riconoscerlo:

LA SINISTRA HA RAGIONE!

Insomma, su tale questione che tanto divide gli animi, destra e sinistra hanno entrambe ragione. Le moschee sono luoghi effettivamente nocivi per la felicità, la libertà e la dignità umana, ma non vanno considerate diversamente da chiese, sinagoghe o quant’altro. Esiste dunque un’unica possibilità.

TUTTI I LUOGHI DI CULTO, DI QUALSIASI RELIGIONE SIANO, VANNO CHIUSI.

Cristiani, musulmani, ebrei... non devono più godere di pubblici spazi da dove seminare i germi dell’ignoranza e della superstizione, che nel corso della storia si sono rivelati in grado di scatenare mortali epidemie di crociate e guerre sante.

La fede è un fatto individuale e tale deve rimanere.

Che la sottomissione ad un presunto essere supremo rimanga perciò confinata fra le pareti domestiche, laddove si espletano le più oscene funzioni, laddove anche il più feroce masochismo è libero di esprimersi. Un essere umano inginocchiato, a bisbigliare preghiere di riverenza indirizzate al nulla, è quanto di più degradante si possa immaginare. Mai più una simile aberrazione deve ferirci gli occhi, annebbiarci la mente, deturparci il cuore. Vogliamo perciò qui affermare il nostro rifiuto alla costruzione di ogni luogo di culto (moschee, chiese, sinagoghe...), precisando che questo rifiuto deve necessariamente accompagnarsi alla demolizione di quelli già esistenti. Solo così non fomenteremo crudeli oscurantismi, solo così non cadremo in discriminazioni razziste!