IL MACHETE è un lungo coltello a un solo taglio, particolarmente indicato per aprirsi un varco quando ci si ritrova circondati da un ambiente ostile, che impedisce di proseguire il proprio cammino paralizzando ogni movimento. Non è elegante, il Machete, non possiede la discrezione di un pugnale né la precisione di un bisturi. Quando colpisce non discerne fra il candido fiore e la malapianta, e si abbatte indistintamente su entrambi. Pesante e scomodo da portare, il Machete può rivelarsi indispensabile nelle situazioni difficili, quando non c’è più tempo da perdere in calcoli scientifici, perlustrazioni esplorative, consulti diplomatici. All’occorrenza, può essere utilizzato anche come strumento di offesa. E allora - si dice - può diventare un’arma temibile. [leggi tutto]


PISCIATE NELLE URNE

«Negli incroci di Roma c’erano vasi e bacinelle per permettere ai passanti di pisciare»

In quei tempi, Chigalev diceva ai suoi discepoli: «Un millesimo degli uomini godranno di una libertà assoluta ed eserciteranno sugli altri 999 millesimi un’autorità senza limiti. Gli altri dovranno rinunciare ad ogni individualità, diventare un gregge e attraverso una totale sottomissione arriveranno per mezzo di una serie di rigenerazioni allo stato d’innocenza primitiva, qualcosa tipo l’Eden, anche se dovranno tuttavia lavorare».
In questi tempi, il voto rischia davvero di diventare obbligatorio. Lungo gli edifici pubblici ci viene ordinato di votare per Caio perché Caio è Sempronio e Sempronio è Caio. Ieri sera, domenica, in un certo posticino della capitale, nei pressi di una vecchia chiesa e laddove la scuola non dura abbastanza per stendere l’idiozia dei candidati, sono stati disposti dei pannelli a forma di paraventi cinesi. Ciò formava nell’oscurità una fortezza coi dentelli. In questa bella notte primaverile, gli innamorati occupavano il seggio elettorale e un barbone russava accanto al suo litro di rosso.