IL MACHETE è un lungo coltello a un solo taglio, particolarmente indicato per aprirsi un varco quando ci si ritrova circondati da un ambiente ostile, che impedisce di proseguire il proprio cammino paralizzando ogni movimento. Non è elegante, il Machete, non possiede la discrezione di un pugnale né la precisione di un bisturi. Quando colpisce non discerne fra il candido fiore e la malapianta, e si abbatte indistintamente su entrambi. Pesante e scomodo da portare, il Machete può rivelarsi indispensabile nelle situazioni difficili, quando non c’è più tempo da perdere in calcoli scientifici, perlustrazioni esplorative, consulti diplomatici. All’occorrenza, può essere utilizzato anche come strumento di offesa. E allora - si dice - può diventare un’arma temibile. [leggi tutto]


RISPETTA IL TUO CANE DI PADRE

Nella città di Sravasti il Buddha entrò nella casa di un certo Sudatta, uomo abbastanza povero. Questi era assente. Sul divano c’era un cane bianco che mangiava in un piatto. Alla vista del Buddha, il cane saltò a terra e gli abbaiò violentemente contro. Il Buddha gli disse: Silenzio, avaro!
Il cane andò a stendersi in un angolo, tutto tremante e come fosse stato bastonato.
Quando Sudatta fece ritorno e vide il suo cane in un tale stato di tristezza, domandò chi fosse stato a ridurlo così. Gli abitanti della casa risposero:
«Il Buddha, trattandolo da avaro». Arrabbiato, Sudatta andò a chiedere spiegazioni al Buddha:
- Innanzitutto, perché lo hai trattato da avaro?
- Gli ho solo detto la verità. Quell’animale è tuo padre defunto. Nato cane in una nuova vita come punizione per la sua avarizia, egli continua a sorvegliare i suoi beni. Costringilo ad indicarti il tesoro che ha nascosto a tutti, persino a te.
Sudatta tornò a casa e apostrofò il suo cane:
- Dato che nella tua esistenza precedente eri mio padre, tutto ciò che ti apparteneva adesso appartiene a me. Andiamo, indicami il tesoro che mi hai tenuto nascosto.
Il cane scivolò sotto il divano e si mise a raspare per terra. Sudatta si mise a scavare in quel punto e tirò fuori un grande tesoro.
Fidandosi ormai del Buddha, gli chiese di istruirlo sulle azioni e le loro sanzioni. E il Buddha gli disse fra le altre cose:
- A ciascuno capita infallibilmente ciò che gli spetta.
La volontà fa l’azione, ma l’azione fa la sanzione, contro cui a nulla serve volere.
La povertà è la punizione dei ricchi.
La vita da cani è la punizione dei ricchi che si concepiscono solo ricchi.
Rispetta il tuo cane di padre. Altrimenti in una futura esistenza sarai il nutrimento di un cane.