ABBASSO LA SQUOLA!

È bello vedere le strade rianimarsi di voci, di colori, di rabbia. Ma tanto vale che ve lo diciamo subito: della “riforma” Gelmini in sé non ci frega niente.
La scuola — tutta la scuola — uccide l’individualità, soffoca la capacità di pensare e di agire, insegna l’obbedienza e la rassegnazione. Che le lezioni si tengano nelle Università dello Stato o nelle Fondazioni dell’Economia, agli studenti verrà comunque insegnato a diventare cittadini rispettosi delle leggi, verrà comunque assegnato un posto ben definito nella società di domani, verrà comunque indicato come integrarsi nel mondo degli adulti.
Che aspirazione appetitosa!
Non c’è indignazione più insulsa di quella che fa scendere in piazza solo perché si preferisce essere addomesticati in un’istituzione pubblica piuttosto che in un istituto privato. Non c’è diritto più disgustoso di quello che pretende di contribuire, con poca spesa e un bel diploma statale, all’amministrazione di questa infame società. Non c’è sogno più mediocre che diventare docente, assistente sociale, sociologo, giornalista, manager, fisico... (e un domani indottrinare, controllare, catalogare, mentire, comandare, avvelenare...). Non c’è forma di invecchiamento precoce più terribile di quella che fa tollerare a giovani ribelli l’approvazione dei genitori, la benedizione degli insegnanti, il plauso dei giornalisti. Non c’è solidarietà più menzognera di quella che fa accettare al proprio fianco la presenza dei fascisti.
Basta con questa merda! Se questa riforma va respinta è solo perché ogni pretesto è buono pur di sabotare le lezioni, occupare le scuole, sbronzarsi con gli amici, insultare i politici, passare le notti in bianco a divertirsi, sghignazzare sul grugno degli sbirri, fare casino... in una parola, VIVERE.
Il governo minaccia il ricorso alla repressione più dura perché ha paura: sa bene che il sapore della lotta è inebriante e contagioso, senza paragoni con quella gran rottura di coglioni che è lo studio. Gli ordini ed i ricatti istituzionali di chi detiene il potere vorrebbero moderare, circoscrivere, fermare la protesta per impedirle di allargarsi. Ma i loro timori sono anche i loro punti deboli, perché indicano a tutti la via da percorrere.
Questo mondo è vecchio e ci fa invecchiare. Non ha nulla da offrirci, se non una carriera alienante (e per di più precaria) e una pensione da fame. Anziché perdere tempo a rianimarlo e rinnovarlo, meglio metterlo definitivamente a soqquadro. Scaviamo la fossa al Partito dell’Ordine che ci vorrebbe piccoli funzionari al suo servizio. Nessun potere allo Stato, tutta la libertà ai Consigli Facinorosi.
Evviva i facinorosi!