A CHE PUNTO SIAMO?

  • Il reattore nucleare CESNEF di Milano è destinato ad attività di ricerca. Attualmente in funzione, vi sono stoccate poche decine di m3 di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.
  • Il reattore nucleare RB-3 di Montecuccolino (BO) è destinato ad attività di ricerca. In fase di disattivazione. Gestione ENEA.
  • Il reattore nucleare LENA dell’università di Pavia è destinato ad attività di ricerca. Attualmente in funzione, vi sono stoccate poche decine di m3 di materiale radioattivo e qualche elemento di combustibile irraggiato.
  • Il reattore nucleare del centro CISAM di Pisa è destinato ad attività di ricerca militare. Fino a qualche anno fa era in fase di disattivazione. Vi sono stoccati pochi m3 di rifiuti radioattivi e pochi elementi di combustibile irraggiato.
  • Il reattore nucleare BWR di Caorso (PC) era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne arrestato nel 1988 a seguito dell’esito del referendum contro il nucleare in Italia. Attualmente è disattivato. Vi sono stoccati 1.880 m3 di rifiuti radioattivi e 1032 elementi di combustibile irraggiato (187 tonnellate). Gestione SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari, costituita nel 1999 dall’Enel e poi diventata società statale).
  • L’impianto SM-1 di Legnano (MI) è destinato alla ricerca universitaria. Attualmente in esercizio, vi sono stoccate poche decine di m3 di rifiuti radioattivi e qualche decina di elementi di combustibile irraggiato.
  • Il reattore nucleare BWR del Garigliano (Sessa Aurunca - CE) era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne fermato nel 1978 per problemi di varia natura ed è attualmente disattivato. Vi sono stoccati circa 2.200 m3 di scorie radioattive. Gestione SOGIN.
  • L’impianto ITREC di Trisaia-Rotondella (MT) era originariamente destinato come impianto pilota del ciclo U-Th, l’attività fu arrestata nel 1978. Attualmente è gestito dalla SOGIN e utilizzato come “gestione rifiuti radioattivi” e vi sono stoccati circa 2.700 m3 di scorie e soprattutto 64 elementi di combustibile irraggiato (1,7 tonnellate) provenienti da una centrale nucleare Usa.
  • Il centro deposito della Casaccia (Roma) ha diverse attività:
    - L’impianto di trattamento e deposito di rifiuti radioattivi della Casaccia è destinato a stoccare solo rifiuti a bassa radioattività. Attualmente è in esercizio e vi sono stoccati circa 6.300 m3 di rifiuti. Ex gestione ENEA-NUCLECO.
    - L’impianto Plutonio della Casaccia era invece un impianto pilota per la fabbricazione del combustibile plutonio. Attualmente la produzione è arrestata, l’attività è stata destinata alla gestione dei rifiuti radioattivi. Vi sono stoccati 60 m3 di rifiuti e 4Pk Pu di combustibile irraggiato.
    - L’impianto OPEC 1 della Casaccia era prima utilizzato per le celle calde per esami post irraggiamento. L’attività venne arrestata e la struttura è oggi destinata allo stoccaggio di rifiuti nucleari e di 100 kg di combustibile irraggiato.
    - Il reattore nucleare TRIGA della Casaccia è destinato ad attività di ricerca. È attualmente in esercizio. Vi sono stoccati 147 elementi di combustibile irraggiato.
    - Il reattore nucleare TAPIRO della Casaccia è destinato ad attività di ricerca. È attualmente in esercizio.
    Tutti gli impianti della Casaccia sono gestiti dalla SOGIN.
  • L’impianto nucleare FN di Bosco Marengo (AL) era destinato alla fabbricazione di combustibile per reattori LWR. In fase di disattivazione. Vi sono stoccati circa 250 m3 di rifiuti radioattivi. Gestione ex FN-Fabbricazioni Nucleari (fondata da Ansaldo/General Electric, nel 1996 di proprietà Enea, Fiat Partecipazioni e Ansaldo Energia), dal 2005 affidata alla SOGIN.
  • Il reattore nucleare GCR di Borgo Sabotino - Latina era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne fermato nel 1986 ed è attualmente disattivato. Vi sono stoccati circa 1200 m3 di scorie radioattive. Gestione SOGIN.
  • Il deposito nucleare di Saluggia-Avogadro (VC), originariamente destinato come deposito di combustibile irraggiato ENEL, attualmente è destinato allo stoccaggio di materiale radioattivo. Vi sono stoccati 25 m3 di rifiuti radioattivi e 371 elementi di combustibile irraggiato (80 tonnellate). Ex-gestione FIAT-AVIO, oggi SOGIN.
  • L’impianto nucleare EUREX di Saluggia-Avogadro era destinato al ritrattamento del materiale radioattivo. La sua attività venne arrestata nel 1983. Attualmente è utilizzato come deposito di rifiuti radioattivi. Vi sono stoccati 1.600 m3 di rifiuti radioattivi e 53 elementi di combustibile irraggiato (2 tonnellate). Gestione SOGIN.
  • Gli impianti del centro nucleare CCR-ISPRA (VA) comprendono:
    - reattore nucleare di ricerca Ispra 1, attualmente in fase di disattivazione.
    - reattore nucleare di ricerca ESSOR, attualmente in fase di disattivazione.
    - deposito di materiale radioattivo, in esercizio.
    - laboratorio Perla per la misurazione di Uranio e Plutonio.
    - laboratorio Ethel per la ricerca handling Trizio.
    Vi sono stoccati complessivamente 3.000 m3 di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato. Gestione CCR-ISPRA.
  • Il reattore nucleare PWR “Enrico Fermi” di Trino Vercellese (VC) era originariamente destinato alla produzione di energia elettrica. Venne arrestato nel 1987 a seguito dell’esito referendario contro l’uso dell’energia nucleare in Italia. Attualmente vi sono stoccati 780 m3 di scorie radioattive e 47 elementi di combustibile irraggiato (14,3 tonnellate). Gestione SOGIN.
  • Depositi nucleari destinati alla raccolta di materiale a bassa radioattività e sorgenti radioattive dimesse provenienti per lo più da impieghi medici e industriali: si tratta dei depositi di Compoverde (MI), della Controlsonic (AL) con 1000 m3 stoccati, del CRAD (UD) con 1000 m3 stoccati, di Gammatom (CO) con 1000 m3 stoccati, della Protex (FO), della Sorin (VC) con 1000 m3 stoccati e del Cemerad (TA). Complessivamente il volume dei rifiuti conservati ammonta a circa 5.600 tonnellate.
Un buon numero di centrali straniere sono a un passo da casa nostra ed è come se fossero praticamente nel territorio italiano, ai fini delle conseguenze di un incidente rilevante sulla popolazione e sugli ecosistemi naturali.
Le centrali a meno di 200 km dai nostri confini sono quelle di: Phoenix, Tricastin, Cruas, Saint-Alban, Bugey, Romans-sur-Isère, Fessenheim in Francia; Muenleberg, Goesgen, Beznau e Leibstadt in Svizzera; Grundemmingen, Kruemmel e Isar in Germania; Krsko in Slovenia.
Altre centrali nucleari dell’Est europeo, più lontane, di cui una quindicina del tutto simili all’impianto di Chernobyl.
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Nell’ambito di un programma di partnership che la società Edison (amm. del. Umberto Quadrino) sta finalizzando con i principali Atenei Italiani attivi nelle discipline nucleari, in data 23 luglio 2008 l’Edison e l’ Università di Bologna hanno firmato un Protocollo di Intesa per lo sviluppo di attività formative e di ricerca nel settore del nucleare energetico. Fra le prime iniziative definite verrà avviato con inizio nel mese di gennaio 2009 il Master Universitario di secondo livello in “Progettazione e gestione di sistemi nucleari avanzati”.